Bluvertigo: del resto son distratti, sovrappensiero (Firenze, 17 luglio 2008)
postato il 18 Luglio 2008 da Daria Franceschi alle ore 11:51
Categoria: Concerti
Dove sono finiti i vecchi Bluvertigo? E soprattutto, qualcuno sa che fine ha fatto la voce di Morgan?
Ieri sera alla Fortezza da Basso di Firenze i neo riuniti Bluvertigo hanno regalato ad un pubblico anche piuttosto numeroso, un’esibizione a dir poco imbarazzante.
La scaletta di per sé non sarebbe stata male. Castoldi & Co. hanno riproposto tutti i loro maggiori successi, in una sorta di interpretazione live del loro album/best of Pop Tools, in modo analogo a quanto avevano fatto per l’esibizione televisiva di Storytellers, che in un certo qual modo aveva annunciato il loro rientro sulle scene. Il risultato non è stato, però, soddisfacente, complice anche un fonico che ha gestito i suoni e i rapporti dei volumi in modo davvero inconcepibile.
Il concerto si è aperto con uno dei singoli di maggior successo della band lombarda, Sono=Sono e subito sono emersi i problemi che poi hanno caratterizzato l’intera esibizione. Basso e batteria troppo alti e chitarra e tastiere praticamente inesistenti. Così come la voce di Morgan, provata da troppi anni di troppe sigarette o forse da gravi problemi di raucedine. Talora fioca, a tratti urlata e calante, molto spesso fuori tono. Da un musicista di un certo livello non ci si può aspettare una performance di così basso profilo.
A tentare di salvare il salvabile un sempre attento Andy, che in non poche occasioni si è ritrovato a fare il cantante solista piuttosto che la seconda voce - a causa di manifesti problemi di memoria del signor X-Factor - e che, come d’abitudine, non ha deluso al sintetizzatore.
E così si è passati attraverso Il mio malditesta, L’assenzio, Complicità, Cieli neri. Insomma, sono cambiate le canzoni, si è passati dall’elettronica a sonorità più melodiche, ma non è cambiato il livello dell’esibizione, che sembrava quella del gruppetto di ragazzini alla sagra di paese.
Non hanno fatto eccezione nemmeno le cover proposte, tra cui la bellissima Walk on the wild side di Lou Reed, che è sembrata essere solo abbozzata, tanto incerta e imprecisa è stata l’esecuzione strumentale. E in effetti un po’ tutto il concerto è stato traballante e sotto tutti i punti di vista. Errori frequenti, asincronia tra i vari componenti della band (bravo Andy, sufficienti Sergio e Livio, disastroso Morgan con le sue continue amnesie e i suoi errori al basso) e poca energia trasmessa.
E’ vero che l’amalgama si crea quando si suona spesso insieme e sette anni di stop non sono pochi, ma l’impressione è stata anche che nessuno dei quattro abbia poi così tanta voglia di far di nuovo parte di questo gruppo. I rimanenti pezzi proposti (tra cui Iodio, Zero, Sovrappensiero, Altre forme di vita, La Crisi e fuori dal tempo, tanto per fare un noioso elenco) non hanno fatto altro che supportare questa ipotesi.
Una band che è apparsa svogliata, un frontman privo del carisma che aveva caratterizzato i primi anni d’oro Bluvertigo, poco in sintonia con gli altri membri del gruppo e poco in sintonia anche col pubblico, forse reo di non essere stato molto partecipe, ma era davvero difficile trovare spunti di esaltazione di fronte a una performance tanto deludente.
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