Attualità del pensiero di Marx
postato il 9 Febbraio 2008 da vale alle ore 18:00
Categoria: Varie Politica e Società
era la seconda metà dell'Ottocento quando Karl Marx analizzava il sistema capitalistico.
l'industriale borghese è in possesso di una quantità di beni, il capitale, che investe in forze produttive: i macchinari e la forza-lavoro. quest'ultima consiste nel lavoro dell'operaio, ridotto dalla definizione stessa ad una merce che può essere acquistata col pagamento di una tariffa, il salario, variabile a seconda delle esigenze di mercato.
a differenza di come Marx aveva previsto, tuttavia, il capitalismo non è crollato, anzi si è accresciuto sino a diffondersi in gran parte dei Paesi industrializzati.
le condizioni di base degli operai, nonostante i progressi dovuti alle sacrosante lotte sindacali, hanno mantenuto quelle premesse che il filosofo tedesco aveva teorizzato. il decesso di un uomo sul posto di lavoro equivale in tale sistema alla rottura permanente di un macchinario.
il cattivo funzionamento o addirittura il fallimento di una ditta porta il capitalista a diminiure se non a tagliare gli investimenti in forza lavoro e in macchine, trascurando una sostanziale differenza. le macchine non hanno a carico una famiglia da accudire, un affitto da pagare, una bolletta da saldare, una vita da condurre umanamente.
un sistema di produzione frenetico ha bisogno di operai in salute, di macchinari efficienti e infine di un continuo ricambio che consenta l'eliminazione degli elementu frenanti.
questa è una delle cause che sta alla base del precariato, problema che minaccia in misura sempre maggiore le giovani generazioni e le condanna a un futuro in cui non figura la sicurezza data da un'aventuale pensione.
il concetto marxiano di alienazione è quanto mai attuale: l'operaio, uomo con famiglia, aspettative e obbiettivi, si riduce a un meccanismo del sistema produttivo che, se non si mantiene al passo coi tempi, viene stritolato dai suoi stessi, frenetici, ingranaggi.
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