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Febbraio 2008 (6)

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Varie Politica e Società (3)
Varie (3)

dialogo di un cattolico e di un cristo dimenticato

postato il 6 Febbraio 2008 da vale alle ore 22:19

Categoria: Varie Politica e Società

Un uomo cattolico pregava nella sua stanza, tappezzata di immagini della Madonna col cuore trafitto. Una gigantografia di Benedetto XVI troneggiava al di sopra della testata del letto con occhi di ghiaccio e piglio da SS.
L’uomo stringeva al cuore un Rosario e fissava, col volto rigato dalle lacrime, un grosso crocifisso appeso al muro. L’urlo della disperazione raggiunse il cuore del Cristo, che si destò dal suo sonno di pietra.
CRISTO:Figlio mio, perché piangi?
CATTOLICO:Mia moglie è afflitta dalla S.L.A. L’unico muscolo a funzionare nelle sue membra paralizzate è il cuore. Respira con un tubo che le perfora la trachea. Si nutre con una flebo. Urina con l’aiuto di un catetere. Non può più parlare, non mi può più dire che mi ama. Non può più cantare e suonare per me.
CRISTO:Il dolore di questa mia figlia è anche il mio. Le ho donato la vita perché potesse essere felice e dare a sua volta amore a un uomo e dei bambini. Ora il morbo ha sostituito al mio regalo l’atrocità di sentirsi impotente di fronte alla sofferenza dei suoi stessi figli.
CATTOLICO:Lei è viva, Signore. Quelle macchine tengono accesa la nostra speranza.
CRISTO:La madre dei tuoi figli ha lo stesso grado di vitalità di un tronco. Il funzionamento biologico del suo organismo è regolato da macchinari che prolungano la sua agonia e le sottraggono dignità.
CATTOLICO:Signore, il Santo Padre dice che ai tuoi occhi mia moglie è viva e che non permetti l’interruzione delle cure.
CRISTO:Caro figlio, le ricchezze che si è procurato in maniera parassitaria, hanno distolto il Santo Padre dall’autentica essenza della mia Parola.
Io amo allo stesso modo tutti gli uomini, mentre lui, fingendo meschinamente di rispettare i miei figli omosessuali, li disprezza e con la sua autorevolezza li denigra agli occhi di creduloni che gli baciano i piedi in mio nome, seppur ignorando la mia essenza.
Avevo assegnato al Santo Padre un compito ben preciso: divulgare la mia Parola, senza omissioni o aggiunte. Questi non solo è negligente al suo incarico, ma tenta anche di usurpare, in maniera del tutto priva di competenza, la mansione di coloro che sono a capo di uno stato, che consiste nel formulare leggi anche per quei figli che non mi riconoscono come padre.
Io, il più grande rivoluzionario di tutti i tempi, sono diventato il simbolo del carattere reazionario, conservatore e intollerante di una gerarchia che tradisce la stessa premessa della mia essenza:gli ultimi saranno i primi.
Un’altra prerogativa irrinunciabile della mia filosofia dell’amore è il rispetto della vita di ciascuno dei miei figli. Tua moglie è ormai più vicina all’inferno che a me; quelle macchine atroci non mi permettono di riabbracciarla e mi costringono a sentire il riflesso della sua sofferenza in me. L’unico gesto di rispetto che ti chiedo di fare è di slegarla dall’artificio e di lasciarla camminare verso di me coi mezzi che io le ho donato.
CATTOLICO:Il Santo Padre è un uomo buono, Signore; mi ha detto che mia moglie mi ama, che mia moglie è viva. Non posso ucciderla, non posso.
CRISTO:Con queste parole tu la uccidi e spegni quell’ultimo bagliore che brillava in me.
Detto questo, il Cristo prese a sbriciolarsi e i frammenti a cadere sotto la gigantografia di Ratzinger, che esultava come il fuhrer di fronte ad un ebreo trucidato.

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