Biografia
Emiliano, in arte “E.m.c.”, è un dj (o “turntablist” come si definisce lui) che, attraverso la sua musica cerca di trasmettere energia e gioia ai suoi ascoltatori.
“Il mio nome d’arte”, spiega lui, “è un’unione di dati di fatto: “E.” sta per Emiliano, mentre “m.c.” sta per Moving Coil, il tipo di testine che utilizzo sui miei giradischi”.
Nato a Roma, il suo primo incontro con la musica lo ebbe verso i 12 anni quando, cominciando a frequentare le discoteche cittadine, entrò in contatto con un mondo totalmente diverso ed affascinante fatto di musica, colori, divertimento ed energia che subito si impossessò di lui. Sorridendo ci confida che, a quell’età, i suoi amici lo chiamavano “il seccatore”, perché ogni volta che andavano a ballare insieme, ad un certo punto, Emiliano decideva di andare vicino alla consolle del dj per impicciarsi di ciò che faceva sui dischi e sul mixer (oggetto, a quell’epoca, totalmente misterioso ed intrigante).
Lui era così: gli piaceva osservare e ripetere a casa con dei dischi comprati qua e là quello che aveva visto il giorno prima in discoteca.. ben lo sa il padre che più volte dovette comprare delle nuove testine per il suo impianto!
A distanza di qualche anno, Emiliano, si iscrisse all’università dove cominciò fin da subito a frequentare il coro Gospel dell’ateneo. Fu questa un’esperienza altamente formativa: attraverso il canto imparò praticamente cosa vuol dire “andare a tempo” ed “andare contro tempo”. Imparò che la musica ha tonalità diverse e ben precise che, combinate tra di loro creano atmosfere e sentimenti diversi e coinvolgenti. Insomma, l’esperienza canora non fece altro che aumentare la sua passione per la musica, arricchendola di nozioni sempre utili e nuove.
Sempre nel coro, conobbe M, un ragazzo appassionato anche lui di musica, che già da qualche tempo suonava come dj per diverse emittenti radiofoniche.
Emiliano non perse tempo e, non appena si presentò l’occasione, gli chiese di introdurlo nel mondo dei disk jokey insegnandogli l’arte del missaggio.
Così fu.
Nel giro di pochi mesi Emiliano acquistò una sua attrezzatura e cominciò ad esercitarsi nelle varie tecniche di missaggio e scratch cercando ogni volta di creare emozioni e situazioni nuove, sempre cariche di grinta e divertimento
Anche oggi, è questo lo spirito che Emc segue durante le sue esibizioni private e pubbliche: nuove emozioni, impreviste e multiforme che coinvolgano al massimo il suo pubblico portandolo attraverso un continuo crescendo e mutare di ritmi, pause, esplosioni e suoni diversi caratteristici dei suoi set.
Alcuni hanno provato ad etichettare la sua musica: House, Elettronica, Tech-house, Fusion.. “Tutto e nulla”, ci confessa Emiliano. “ L’unico modo per inquadrare la musica è ascoltarla e prenderla così com’è: ricca di variazioni, scherzi e voglia di divertimento!”.
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